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Firenze Mia City
Web nasce con l'intento di creare la più grande comunità di
negozi e attività presenti sul territorio di Firenze. Si rivolge
ai Commercianti, alle varie Associazioni, al Cittadino offrendo
una vasta panoramica delle vie, le piazze di Firenze, con i loro
negozi e i servizi offerti, gli orari e tutto quello che può
essere un'anteprima dello shopping.
In Auto:
Firenze è collegata al resto d'Italia da una fitta rete di
autostrade e strade statali. Per chi arriva da nord o da sud,
l'autostrada indicata è la A1 Milano-Napoli, su cui ci sono diverse
uscite per il centro di Firenze e per le altre zone della città.
Nel tratto fiorentino l'autostrada A1 svolge anche il ruolo di
tangenziale di Firenze, quindi ci sono sempre rallentamenti che poi
diventano traffico e ingorghi durante ponti e vacanze.
Chi arriva dalla costa ligure, toscana, laziale, può prendere
l'autostrada A11 Pisa-Firenze o la superstrada Firenze-Pisa-Livorno. In Treno:
Firenze ha tre stazioni principali: Firenze Santa Maria Novella,
Firenze Campo di Marte, Firenze Rifredi. Santa Maria Novella è la
stazione più importante, dove arrivano i treni da tutte le
destinazioni principali (Roma, Milano, Napoli, Bologna).
Dopo Santa Maria la stazione più importante è Campo di Marte, che si
trova di fronte allo stadio e pochi chilometri fuori dal centro. Qui
fermano i treni regionali e quasi tutti i treni provenienti da sud.
Di notte è la stazione in cui fermano Euronight, Espresso e
Intercity notte. Non fermano gli Eurostar. In Aereo:
Per arrivare a Firenze in aereo ci sono due aeroporti: l'Amerigo
Vespucci che si trova a 5 km dal centro città e l'aeroporto Galileo
Galilei di Pisa che si trova a circa 70 km da Firenze.
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COMUNICATO STAMPA
LA
PSICHIATRIA E LA LEGGE A Reggio Emilia l'ultima strage di una lunga serie. Un
uomo mentre era in trattamento presso una struttura
psichiatrica locale, uccide moglie, due figli e tenta il
suicidio.
Alcune domande ci sorgono spontanee: come mai la psichiatria
ha gli stessi diritti delle altre discipline mediche ma non
gli stessi doveri? Come mai se un paziente viene danneggiato
da un medico chirurgo, quest’ultimo deve risponderne davanti
alla legge mentre uno psichiatra no? O ancora: come mai
psichiatri che hanno in cura pazienti che si suicidano, o
commettono stragi, non vengono indagati veramente e fino in
fondo?
E' ora di smetterla di chiudere gli occhi e osservare come i
trattamenti psichiatrici siano pericolosi. La leggerezza con
cui vengono somministrati i trattamenti, spesso vere e
proprie sperimentazioni sulla pelle di persone che in realtà
avrebbero bisogno di essere ascoltate e rispettate, la
mancanza di diagnosi cliniche certe e scientifiche,
l'utilizzo di psicofarmaci con effetti collaterali
estremamente pesanti e dannosi sia per il fisico che per la
mente, reparti psichiatrici in condizioni inumane dove i
pazienti spesso vengono legati e dove i loro diritti sono
completamente ignorati, devono essere investigati e portati
alla luce e gli psichiatri coinvolti devono essere giudicati
ed eventualmente condannati.
La tragica verità della causa di questi delitti è
ipocritamente confessata in ogni foglietto illustrativo che
è contenuto in ogni confezione di psicofarmaci che vengono
dati quali soluzione a qualsiasi problema umorale.
E' ora di smetterla di accettare giustificazioni come il
fatto che tali tragiche azioni sono causate dalla
“malattia”, solo con il buon senso ci si rende conto che è
una falsità che non spiega tali eventi diventati così
frequenti e commessi da persone che erano in trattamento
psichiatrico.
E' ora che i veri responsabili occulti o occultati vengano
finalmente smascherati, in caso contrario assisteremo
purtroppo impotenti ad ancora tanti fatti così tragici.
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani da tre decenni
denuncia gli abusi impuniti che avvengono nel campo della
salute mentale e continuerà a farlo finché anche la
psichiatria risponderà delle proprie azioni davanti alla
legge, come tutti gli altri.
Abbiamo mandato questa comunicazione a tutti i responsabili
istituzionali e giuridici dell'area di Reggio Emilia e così
faremo con tutti i casi simili, finché il campo della salute
mentale non sarà ripulito da queste evidenti violazioni dei
diritti umani.
DANTE ALIGHIERI
Durante Alighieri (Dante era un
soprannome) nacque a Firenze nel Maggio o Giugno del 1265 da una
famiglia della bassa borghesia che non era molto ricca e che
apparteneva al partito dei Guelfi. Dante stesso divenne un Guelfo.
La sua carriera politica cominciò quando Dante si unì ad una
corporazione medica nel 1295. Nei cinque anni successivi la sua
carriera crebbe velocemente e culminò quando divenne priore, una
specie di governatore nel 1300.
Morì a Ravenna nel 1321 e fu sepolto nella chiesa di San Pier
Maggiore dov'è tutt'ora la sua tomba.
Dante scrisse molte opere incluse la Vita Nuova, il Convivio e il De
Vulgari Eloquentia. La Divina Commedia rimane comunque il capolavoro
di Dante ed é la migliore espressione letterale della cultura
medioevale. Il titolo originale dell'opera di Dante era
semplicemente Commedia ma poi Giovanni Boccaccio gli suggerì di
aggiungere l'aggettivo Divina sia per spiegare il tipo di contenuto
che per celebrare la grandezza e la bellezza dell'opera.
L'obbiettivo principale di Dante nello scrivere la Commedia era
quello di predicare la necessità di un rinnovamento per tutti per
prepararsi all'aldilà e per salire in Paradiso, salvi per
l'eternità. Dante agisce come un profeta che parla a nome di Dio
all'umanità intera.
GIOVANNI BOCCACCIO
Il padre di Boccaccio, ricco mercante bancario
di Certaldo e uomo di rilievo nella città di Firenze, era entrato in
affari a Parigi. L'uomo abbandonò presto la madre di Boccaccio e
ritornò a Firenze dove mandò il figlio a scuola fino all'età di
dieci anni per poi farlo entrare nel mondo degli affari. Nel 1327
Giovanni fu mandato a Napoli a studiare legge ma egli si dedicò
quasi interamente alla letteratura e fece la conoscenza di alcuni
tra gli uomini e le donne più di rilievo della corte degli Angiò.
Il libro con cui il nome di Boccaccio é inseparabilmente legato é il
"Decamerone" che fu terminato nel 1353, ma parte del quale era
probabimente stato scritto prima della Morte Nera che raggiunse il
suo culmine nel 1348. Il "Decamerone" si apre con una descrizione
magistrale del terrore della peste, in seguito veniamo introdotti in
una allegra compagnia composta da sette donne e tre giovani uomini
che si sono ritrovati tutti assieme in una villa fuori Napoli per
passare un po' di tempo e per scappare all'epidemia. A turno ognuno
presiede la compagnia per un giorno ed ogni giorno tutti raccontano
una storia, cosicché alla fine vennero raccontate cento storie.
FILIPPO BRUNELLESCHI Brunelleschi nacque a Firenze nel
1377 e ricevette la sua prima preparazione come artigiano per
l'argento e l'oro. Nel 1401 partecipò e perse contro il Ghiberti,
alla famosa competizione di progettazione per le porte di bronzo del
Battistero di Firenze. Poi cambiò per l'architettura e nel 1418
ricevette la commissione d'eseguire la cupola della Cattedrale
gotica di Firenze non finita, anche conosciuta come il Duomo.
In altre costruzioni a Firenze come la Chiesa dei Medici di San
Lorenzo e l'Ospendale degli Innocenti, Brunelleschi escogitò uno
stile austero e geometrico ispirato alla Roma antica.
Brunelleschi morì a Firenze nel 1446. Il suo recupero delle forme
classiche e la difesa di un' architettura basata su matematica,
proporzione e prospettiva hanno fatto di lui una figura artistica
chiave nella transizione dal Medioevo all' era moderna.
CENNI DI PEPO, ALIAS "PIETRO CIMABUE" Pittore fiorentino nato nel 1240 e
morto dopo il 1301; leggendario fondatore della pittura italiana e
reputato il maestro di Giotto. Secondo Vasari alcuni greci che si
erano insediati a Firenze furono i maestri di Cimabue, ma egli
presto li superò. Quando completò la sua famosa "Madonna", la gente
la portò in trionfo fino a Santa Maria Novella con così giubilio che
la zona nella quale il pittore viveva in seguito fu chiamata Borgo
Allegri. Tutto questo é una leggenda, in realtà frutto dell'amore
del Vasari, lo storico italiano dell'arte, per la gloria di Firenze,
la sua città natale.
LEONARDO DA VINCI Nato il 15 aprile del 1452 a Vinci,
appena fuori Firenze, Leonardo era il figlio illegittimo di un
notaio di 25 anni, Ser Piero e di una contadina, Caterina. Crescendo
nella casa di suo padre a Vinci, Leonardo ebbe accesso a testi
scolastici e fu anche esposto alla tradizione pittorica di vecchia
data dei Vinci e quando ebbe quasi 15 anni, suo padre gli fece fare
un apprendistato nella rinomata officina di Andrea del Verrochio a
Firenze, dove rimase apprendista fino al 1477, anno in cui ne fondò
una propria.
Dopo il 1503 Leonardo cominciò a lavorare alla "Mona Lisa". Dal 1513
al 1516 lavorò a Roma, riuscendo a mantenere un officina e
intraprendendo una varietà di progetti per il Papa. Continuò a
studiare anatomia e fisiologia umana ma il Papa gli proibì di
sezionare i cadaveri.
Leonardo morì il 2 di Maggio del 1519 a Cloux in Francia. La
leggenda narra che Re Francesco fosse al suo fianco al momento della
sua morte, cullando la sua testa tra le sue braccia.
MICHELANGELO BUONARROTI Michelangelo Buonarroti nacque il 6
di Marzo del 1475 a Caprese, Italia.
All'età di 15 anni Michelangiolo iniziò a trascorrere il suo tempo
nella casa e nei giardini di Lorenzo de' Medici, dove studiò
scultura sotto l'insegnamento di Bertoldo di Giovanni. Michelangelo
era ormai diventato un protetto della famiglia dei Medici e lo fu
per il resto della sua vita, anche quando combatté contro di essi
durante il famoso assedio di Firenze nel 1530.
Fu durante questo periodo che completò la Madonna delle Scale e la
Battaglia dei Centauri. A causa del clima politico a Firenze
Michelangelo lasciò la città e andò a Roma dove scolpì il Bacco e
poi la Pietà, che é nella Basilica di San Pietro a Roma.
Michelangelo ritornò a Firenze dove cominciò a lavorare sul David,
che completò nel 1504. Nel 1534 Michelangelo lasciò Firenze per Roma
dove andò per trascorrere il resto della sua vita. Ritornò alla
Cappella Sistina dove creò Il Giudizio Universale sulla fine del
muro e progettò la cupola per San Pietro e la piazza Capitolina. I
suoi ultimi dipinti furono gli affreschi della Conversazione di San
Paolo e la Crocifissione di San Paolo nella Cappella Paolina al
Vaticano. Michelangelo morì il 18 febbraio del 1564.